miércoles, 12 de marzo de 2008

Le Mie Sentenze


“Le Mie Sentenze”

DIO = Parto di fantasie malate. Abitatore di cervelli senili e impotenti. Compagno e
confortatore di spiriti rancidi nati alla schiavitù. Cocaina per isterici. Pillola per menti stitiche chiuse al sapere. Marxismo per cuori rammolliti.

UMANITA’ = Parola astratta con senso negativo, gonfia di forza e priva di verità. Maschera oscena appiccicata sul viso turpe e laido di volgarissimi furbi per dominare il volgo grossolanamente sentimentale degli idioti e degli imbecilli.

PATRIA = Ergastolo intellettuale per semi-intelligenti, stalla dell’imbecillità, Circe che tramuta in cani e porci i suoi adoratori. Bagascia dei suoi padroni e ruffiana dello straniero. Mangiatrice dei suoi figli, calunniatrice dei suoi padri e schernitrice dei suoi eroi.

FAMIGLIA = Rinnegazione dell’Amore, della Vita e della Libertà.

SOCIALISMO = Disciplina, disciplina: Ubbidienza, ubbidienza: schiavitù ed ignoranza gravida di Autorità. Il socialismo è un corpo borghese contenente una volgarissima animaccia cristiana. È un impasto di feticismo di settarismo e di vigliaccheria.

ORGANIZZAZIONE, CAMERE, SINDACATI = Chiese per impotenti. Monte di pietà per pidocchi e stracci. Molti vi sono affiliati per vivere parassitariamente alle spalle dei loro gonzi compagni tesserati. Parecchi per fare la spia. Qualcuno, i più sinceri e credetemi –poveri ingenui!– per andarsene in galera ad espiare la vergognosa vigliaccheria di tutti. Il grosso della massa per pagare, sbadigliare ed attendere.

SOLIDARIETA’ = È il macabro altare sul quale i commedianti di ogni risma salgono a mettere in evidenza le loro qualità sacerdotali e a recitare abilmente la loro messa. È qualche cosa che il beneficiato non paga mai meno del cento per cento in pù della vergognosa umiliazione.

AMICIZIA = Fortunato colui che ha potuto bere a questo calice senza sentirsi lo spirito offeso e l’anima avvelenata. Se uno di questi uomini esistesse lo pregherei caldamente a volermi inviare la sua fotografia. Sarei quasi certo di vedermi giungere la faccia di un idiota.

AMORE = Frode della carne a danno dello spirito. Malattia d’anima, atrofizzazione del cervello, sdilingumento del cuore, corruzione dei sensi, menzogna poetica in cui mi ubriaco due o tre volte giorno, ferocemente, per poter consumare più presto questa mia cara e pur così stupida vita. E poi, in fondo, preferisco essere ucciso dall’Amore. È l’unico farabutto –dopo Giuda– che sappia uccidere ancora con dei baci.

UOMO = Un sudicio impasto di schiavitù e di tirannia, di feticismo e di paura, di vanità e di ignoranza. La più grande offesa che si possa dare ad un asino è quella di chiamarlo uomo.

DONNA = La più brutale di tutte le bestie schiave. La più grande vittima che striscia sulla terra. Ma la più colpevole – dopo l’uomo e il cane – meritevole di tutti i suoi guai. Sarei davvero curioso di sapere cosa pensano di me quando le bacio…
O ciniche prostitute, o espropriatici audaci, ergetevi sopra la putredine ove il mondo sta immerso e fatelo impallidire sotto la luce perversa dei vostri grandi occhi profondi. Voi siete il sole più bello che oggi il sole bacia. Voi siete di un’altra razza. E l’anima vostra è un canto, un sogno la vostra vita. Scardinate il mondo o libere prostitute, o espropriatici audaci. Io canterò per voi. Il resto è fango!